Italian poem
Quand'io penso al fuggir ratto dell'ore
by Gabriele Fiamma (1533–1585)
Quand’io penso al fuggir ratto dell’ore E veggio mentre parlo il volto e ’l pelo, Sparso di morte l’un l’altro di gelo Cangiar l’usato suo vago colore: Mi fermo, e pien d’orror prego il mio cuore, Che di se stesso abbia pietate e zelo, E non voglia smarrir la via del Cielo Fra le vane speranze e ’l van timore: Vedi, gli dico, che a’ tuoi danni aspira La Morte che sen viene a gran giornate, E che fugge il piacer qual nebbia al vento. Drizza a quel segno de’ pensier la mira Ove mal grado dell’ingorda etate, Potrai sempre con Dio viver contento.