Italian poem
Odo che pien d'insolito lamento
Odo che pien d’insolito lamento Piangendo il mio Castello inonda il petto, E pur sospira Carlo il suo diletto, Sul fior de gli anni indegnamente spento. Vesti piume volubili di vento E conduciti, Musa, al suo cospetto; Lui riconforta, e con alcun tuo detto, O Melpomene, tempra il suo tormento. Ma se fresco dolor sì lo percote, Ch’egli dal lagrimar non si scompagni, E pasca l’alma di cordoglio solo; Tu su cetera mesta amare note Rinnova, e seco sospirosa piagni, A cori amici vien comune il duolo.