Versos Italian Gabriello Chiabrera Se per addietro in coraggiosa impresa

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Se per addietro in coraggiosa impresa

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Se per addietro in coraggiosa impresa La tua destra real d’asta lucente Vista non fosse armarsi, Oggi cessar dalla mortal contesa, Ove prendi a sfidar nobile gente, Forse potria biasmarsi; Quasi in sul cominciarsi il pentimento Pur di fievole cor fosse argomento. Ma se tuo nome fra guerrier, non senza Invidia, vola, e ad ognor s’ammira, Un tal sospetto è vano; E certo, ch’infra l’Alpi, e su Dorenza Altri della tua spada ancor sospira; E di Piemonte il piano Di tuo vero valor tanto ragiona, Che ti riserba Marte aurea corona. Ma se tuo cor magnanimo non prezza, Salvo udir trombe, dispiegar stendardi, E squadronar falange, Prendi teco a mirar l’alta vaghezza Del Macedone fier, che i piè gagliardi Seppe fermar sul Gange; Ei per almo fiorir d’altere glorie In ampia regïon cercò vittorie. Per qual cagion la bella lancia arresti? Ah che Calliope, ah che Talía non sanno Di Monferrato il nome; Nè sul basso terren, ch’oggi calpesti, Côrre d’alloro un ramoscel potranno Per ornarti le chiome. Carlo, ove vai, senza le Muse amate? Il taciuto valor quasi è viltate. Rivolgi il guardo all’Africane rive, Gente vedrai, che la tua destra chiama All’ultimo soccorso, Nè men ti chiaman le riviere Argive; Vuoi tu co’ Cristïan, cercando fama, Affaticarti in corso? Lingua non l’osi dir; certo io nol credo; Anzi vuoi tu giostrar col buon Goffredo. Oh se da tua bontà suo scampo impetra, Sicchè Sionne innanzi il collo oppresso Da’ barbarici scempi, Qual non ti sacreran musica cetra Le bellissime Ninfe di Permesso, Oltra gli umani esempi? E trionfando oltra il mortal costume, Qual non ti si darà palma d’Idume? Ammorza dunque infra i Cristian gli sdegni, E lor sia scorta tua gentil possanza A sì giusto desiro, Per Dio racquista d’Israele i Regni, La bell’opra non è senza speranza; Altri già la forniro; Non sia cor pigro a seguitar tua destra, Nelle Scole di Marte alta maestra. Mille argomenti al tuo gentil pensiero Dir si potrian, ma sia bastante il detto: Gli altri fian vilipesi; In tua Corte Real non son straniero; Ho fermati miei passi al tuo cospetto, E tue parole intesi; Le brame del tuo cor non son secrete; Tu non dell’or, ma della fama hai sete.