Italian poem
Tra nobil gente
Tra nobil gente, Ognor si sente, L’alto pregio di questa al fin sen va. Sua gran beltade Per troppa etade Quasi Febo nel mar tosto cadrà. I tanti onori, I bei colori, Di che la guancia un tempo alma fiorì, Impalliditi Son sì smarriti, Come rosa di maggio a mezzo dì. Sotto sue ciglia, O meraviglia, Il bel foco d’amor non arde più; Sol vi si scorge Lume, che porge Segno del grande ardor, che ivi già fu. In tal maniera Mattina e sera, Donna, sento parlar dovunque io vo; Nè v’entri in core Perciò dolore: Cosa mortale eterna esser non pò. Ma v’empia il petto Dolce diletto, Che mentre fiamma da’ vostri occhi uscì, Così s’accese, Ogn’uom cortese, Ch’a’ rai del vostro volto incenerì. Tra’ quali in seno Io pur non meno Oggi serbo il desir che m’infiammò; E tutto ardente Eternamente Reïna del mio cor v’inchinerò.