Italian poem
Pel monumento a G. Zanella
by Giacomo Zanella (1820–1888)
Inni si levano, piovono fiori, bandiere passano con l’ala al vento. L’effigie tua dal bianco monumento severa guarda.
Di quanto perfido veleno, un giorno t’abbeverarono codardi cuori!... Oggi mani plaudenti, incensi, allori, oggi l’osanna!
Voi più non turbano, o morti, l’ire terrene, e il plauso più non v’accende; ma certo ancora una pietà vi prende guardando a noi;
a noi che in tenebre smarriti, gli occhi tendiamo e l’avida tremante mano a voi, da voi sempre aspettando invano un cenno, un raggio.
Ecco, io non cantici levo alla festa non fiori e lauri reco o bandiera: strette le mani in atto di preghiera guardo nell’alto
e dico: o liberi fratelli, o morti fratelli, i miseri viventi han sete d’una parola; voi, non la direte quella parola?