Italian poem
Nelle nozze della contessa Lucia Cittadella di Padova, col conte Giulio Giusti di Verona
by Giacomo Zanella (1820–1888)
Sii pio con lei, sii tenero e gentile, Tu che l’usignoletta al nido involi, Al pacifico nido, ove di aprile Cantando salutava i primi soli.
Piange il vedovo sito e piange il ramo Donde il volo spiccò la prima volta Cade il giorno: piangendo io la richiamo; Ma d’altri, che di me, la voce ascolta.
Sii pio con lei, sii tenero: t’adora Più che il suo labbro virginal non dice: Per te l’aure natali e la dimora Del padre obblìa, compagne e genitrice.
Fresche ghirlande arrecheratti in dono D’immutabile amore; in sulla sera Attenderà di tue pedate il suono: Mescerà teco il gaudio e la preghiera.
Sii gentile con lei, quando con novi Volti dubbiosa scontrerassi: il core Fidato asilo nel tuo cor ritrovi: Fiori noi siamo che viviam d’amore.
Quando senza cagion d’una secreta Lacrima le vedrai molli le gote, Pietà ne senti e le paure acqueta Al cor più forte del marito ignote.
Ecco io ti cedo l’unico rubino, Che a splendere dal mio vien sul tuo petto: Traslata fiorirà nel tuo giardino La rosa ch’educai con tanto affetto.
Oh, per questo mio cor rotto dal pianto, Per la memoria di Colei, che in Dio Lieta trionfa e qui t’amò cotanto, Sii pietoso e gentil col sangue mio.