Versos Italian Giacomo Zanella Le ore della notte

Italian poem

Le ore della notte

by (1820–1888)

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Con bruni sandali E taciturne Scendono, passano L’ore notturne,

E nel lor transito All’universo Mobile imprimono Volto diverso.

Tornano i vomeri; Fumano i tetti; L’Ave ripetono I pargoletti;

Appena è vespero, E già tranquilla Sotto le coltrici Posa la villa.

L’ombre si addensano: In auree stanze Specchi rifulgono, Erran fragranze;

Scalpita e smania La giovinetta Che il velo roseo Pel ballo aspetta.

Triste sollecita L’opera altrove E l’egra lacrima Sovra vi piove

Orfana vergine Che nell’accesa Gota funereo Morbo palesa.

Tace di popolo Sgombro il viale; Tra l’erme acacie Langue il fanale;

Pari la reggia Al casolare Nell’ampie tenebre Scende e scompare.

Remoto vicolo Empion di canti Fra nappi e cembali Scinte baccanti;

Tende l’orecchio Da semiaperta Finestra e palpita Sposa deserta.

Lo stame attenua Della lucerna, Computa, novera, Fogli squaderna,

Mida famelico Che dell’erede Dietro sè l’ilare Ghigno non vede;

Mentre da’ fulgidi Covi del gioco, Lo sguardo vitreo, L’anima in foco,

Esce il patrizio Che della zolla Ultima Cerbero Plebeo satolla.

Profondo e lucido L’aër traspare; Ïadi e Pleiadi Fansi più chiare;

Sbadiglia, abbrivida, Scote di brine Vigile astronomo Rorido il crine.

Con ala nivea Per l’aure brune I sogni or piovono Sovra le cune;

Ridon l’inconscie Alme leggiadre; Ridono agli Angioli, Chiaman la madre.

Sommessa mormora Un caro nome; Scorrer d’un bacio Sulle sue chiome

Sente l’anelito Vergin, che desta Con alto tremito Volge la testa:

Vede distendersi Sulla cortina Il raggio argenteo Della mattina.

Trilla sugli embrici La rondinella; Sull’aia crocita La gallinella;

Scoppia dall’ardua Torre la squilla; Ridesta all’opere Torna la villa.