Italian poem
La vigilia delle nozze
by Giacomo Zanella (1820–1888)
Eri gioiosa i dì passati. Amore Ti spirava ardimento; e la speranza Di vaghi sogni ti nudriva il core.
E ti parea che la materna stanza, Ove crescevi colombetta ascosa, Abbandonata avresti in esultanza,
Per venirtene all’ara e con la rosa Nuzïal sulle chiome al tuo diletto Giubilando la man porger di sposa.
Oggi non più. Da discordante affetto Tocca e sparsa di lagrime che ascondi, L’ingenua faccia declinando al petto,
Maria, tu siedi muta e ti confondi Al pensier del domani, e de’ tuoi cari Sol con singhiozzi al salutar rispondi.
Piangi, fanciulla! Ad uom che i noti lari Cangia con mobil pino e si periglia Entro la scura immensità de’ mari,
L’anima il primo dì non si scompiglia, Come a modesta vergine che tolta Venga a’ dolci ozî della sua famiglia.
Guarda al cheto stanzino, ove raccolta Sera e mattin s’inginocchiava, orando Fervida a Lei che gl’innocenti ascolta:
All’augellino, a’ fior che a quando a quando Di sua mano innaffiava; all’umil scranna Su cui, l’ago o la penna esercitando,
Sedeva; e chiusa doglia il cor le affanna. Or che deve lasciarli, e pensa e plora Turbata e l’amor suo quasi condanna.
Addio, materni vezzi! Addio, dimora Di pace e riso! Del perduto bene Chi l’accorata vergine ristora?
Agar novella, per l’ardenti arene Move di pauroso eremo e porta In vasel suggellato, unica spene,
Dello sposo l’amor. Che se un dì morta Le sia nel core questa fè: se senta D’esser sola quaggiù, chi la conforta?
Così vien che più spesso il cor si penta Che più facile amò! Non tu, Maria, Che il patrio tetto puoi lasciar contenta.
Quella casa t’è nota, a cui per via L’occhio levavi incerto e verecondo: Amor colà t’attende e cortesia.
Lo stesso mar, lo stesso ciel giocondo Ti fia dato goder; con lui che adori Per te fia volto in un elisio il mondo.
Felice ti sapea, di miti amori Paga, a’ soavi tuoi fratelli appresso, Quel giorno ch’ei t’ha chiesta a’ genitori.
Se sua ti fe, se dal beato amplesso Ti divise de’ tuoi, non men ridente, Credi, la vita ti sarà con esso;
Chè magnanimo petto amor non mente.