Versos Italian Giacomo Zanella La donna forte

Italian poem

La donna forte

by (1820–1888)

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Delle donne la prudente, La magnanima dov’è? Più che perla d’orïente Prezïosa è la sua fè.

Il marito in lei riposa, Come in angiol del suo cor; Mai lontan dalla sua sposa Nol trarrà di preda amor.

Non un duol, ma mille beni Ella a lui dispenserà, Mille gioie, finché pieni Sian gli spazi dell'età.

Ammassò fra le pareti Lana e lino di lontan, E bellissimi tappeti Seppe trarne di sua man.

Alla nave ella somiglia D’avveduto mercator, Che da lungi alla famiglia Torna ricca di tesor.

Sorse al lume delle stelle, Diede cibo a’ suoi garzon, E chiamò le fide ancelle Ad allegra imbandigion.

Con sottile accorgimento Guardò un campo e l’acquistò: Poi coi frutti del suo stento Una vigna vi piantò.

I magnanimi suoi fianchi Ha precinti di valor; Non è giorno in cui si stanchi Il suo braccio nel lavor.

I suoi traffichi condotti Vide ognor con equità, E gioinne. Nelle notti La sua lampa non morrà.

Il cammino a lei dischiuso Fu de’ forti non invan: Fra l'ancelle all’ago, al fuso Ella inchina la sua man.

La sua mano al poverello Liberale ognor si aprì; Da’ suoi tetti l’orfanello Mai digiun non si partì.

Non accorasi, se densa Vien la neve in sull’ostel: A’ domestici dispensa Doppio manto contro il gel.

Una veste a più colori Per sé stessa volle ordir: Ella gode, uscendo fuori, Bisso e porpora vestir.

Il marito a sè gli sguardi Delle genti attirerà, Quando in piazza co’ vegliardi Della terra sederà.

Lavorato ha di bei manti E con oro li cangiò: A stranieri mercatanti Vaghi cingoli affidò.

È fortezza il suo diadema: Il suo manto è maestà: Sul suo volto all’ora estrema Un sorriso brillerà.

La sua bocca non ragiona Che di pace e di virtù: La parola che perdona Sulle labbra ognor le fu.

Della casa ogni sentiero Con attenti occhi spiò; Nè, sedendo il giorno intero, Il suo pane ella mangiò.

Vanto a lei di avventurosa Diero i figli, e ’n piè si alzâr; Sorse anch’esso la sua sposa Il marito ad onorar.

V’ha più d’una che si vanta Di oro e perle in quantità; Ma la gloria che ti ammanta Paragone alcun non ha.

Fugge il vezzo, fugge il brio, Come lampo è la beltà, Ma colei che teme Iddio Esaltata ognor sarà.

Le ghirlande oh! le sian porte, Che sue mani le acquistâr; Si oda ognuno sulle porte L’opre sue magnificar.