Italian poem
La religione materna
by Giacomo Zanella (1820–1888)
Dall’orïente ascoso Entro notturne bende Per calle avventuroso Un pellegrino ascende, A cui fedel lucerna Diè nel partir la carità materna.
È l’orizzonte oscuro, Incognito il cammino: Pur a que’ rai securo Ascende il pellegrino Verso la patria ignota, Che scorge in fondo all’avvenir remota.
Ma candido barlume Già rompe in ciel: vacilla E si scolora il lume Dubbioso alla pupilla Del vïator, che a stento Anco il ricopre colla man dal vento.
Più del cammino acquista, E più nel sol che nasce, L’avvalorata vista Maravigliando ei pasce; Già l’umil lampa obblia, Al cui santo splendor prese la via.
Sul mezzodì procede, E nel chiarore immenso Spenta la lampa ei crede, Perchè velata al senso. Folle credenza! Eterno Vive il ricordo dell’amor materno.
Al termin del sentiero Sale a ponente un monte. Il sol declina: in nero Si tinge l’orizzonte. A tremolar distinta Torna la fiamma ch’ei credeva estinta.
Torna il bel raggio, e torna Lontana ricordanza D’una chiesuola adorna, D’una solinga stanza, Ove materna fede La lampa accese che al partir gli diede.
Sereno avanza il passo Per l’aria tenebrosa, Finchè su breve sasso Stanco la lampa ei posa; Posa attendendo il messo, Che lo rinnovi nel materno amplesso.