Italian poem
Venezia a Daniele Manin, nel 1866
by Giacomo Zanella (1820–1888)
Non dirmi infida, se allegra in dito Porto l’anello d’altro marito: Con altro giuro ti son fedele, O Danïele.
Vedova piansi, piansi i miei figli, Piansi i flagelli, piansi gli esigli; Vuoti i miei porti, frante le vele, O Danïele.
Voller da’ sassi rader la storia; Pegni immortali della mia gloria, Voller rapirmi volumi e tele, O Danïele.
Sovra le tombe d’Emo e Pisani A risvegliarli battei le mani; E non udirò le mie querele, O Danïele.
Dall’occidente venne un Guerriero; Era la Croce sul suo cimiero; Era il suo nome l’Emmanuele, O Danïele.
De’ nostri figli pietà lo prese; L’elmo levossi, sposa mi chiese, Cangiommi in festa l’ore di fiele, O Danïele.
Del Canal grande libero è ’l varco; Il mio leone veglia in San Marco; Plaudono i morti da San Michele, O Danïele.
Ancor de’ dogi siedo sul trono, Come il mio mare libera io sono; Sposa a Vittorio ti son fedele, O Danïele.