Italian poem
Vago, leggiadro, caro Bambolino
by Giambattista Felice Zappi (1667–1719)
Vago, leggiadro, caro Bambolino, La tua Germana ov’è? più non la vede L’usato fonte, e ’l bel colle vicino: Dimmi ov’andò col gregge, e quando riede? Se dir lo sai, vò darti un porporino Pomo maggior di quel che Albin ti diede? Dillo, e ti serbo un bel verde Augellino, Cui lega un lungo filo il manco piede. Tu taci? O ingrato pur quant’Ella è ingrata! Narrar non ti vo’ più miste co’ baci Le dolci fole della bella Fata. Ma tu chiami la Madre? oh miei fallaci Voti! la Madre, ch’è già meco irata! Prenditi il Pomo, semplicetto, e taci.