Versos Italian Giosuè Carducci Primavera cinese

Italian poem

Primavera cinese

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Or sono i dí che zefiro Tepido e lieve aleggia E che la pioggia placida I novi fior careggia.

Ora un mattino in floridi Rami le gemme afforza Che timidette ruppero Da la materna scorza.

Or a gli affetti sposansi I facili pensieri E impazïenti volano In cantici leggeri,

Come la nebbia ch’umida Gli archi del ponte gira, Come quest’ombra tremula Ad ogni aura che spira.

Oh misero a cui scemasi De gli anni il bel tesoro Mentre a la terra indocile Chiede l’inutil oro!

La neve ch’empiea rigida Tutto pur dianzi il cielo, E i fior che lieti salgono Dal fuggitivo gelo,

Son de la vita imagine Fuggente, e in lei s’appaga Tra i desiderii l’anima E le memorie vaga.

Pace! Anche tu, bellissima Colomba vïatrice Che lamentando mormori Da la natia pendice,

Se pïetosa il numero De’ miei pensier richiedi, Lascia il soave gemito Ed al tuo nido riedi.

Pria conteransi i tumidi Germi che il suolo or manda E i fiori onde sí splendida Quest’albero ha ghirlanda.