Italian poem
Cari lacci de l'alme aurati e belli
by Giovan Leone Sempronio (1603–1646)
Cari lacci de l’alme aurati e belli, ch’a ciocca a ciocca in su la fronte errate, e lascivi e sottili e serpentelli con solchi d’òr le vive nevi arate; oh quanto, oh quanto ben lievi scherzate su due stelle d’amor torti in anelli, e di voi stessi ad or ad or sembrate prezïosi formar ricchi flagelli! Ecco, vostra mercé, non piú sospiro, ché, se gran tempo io sospirai d’amore, quanto giá sospirai, tanto respiro. Meco fa tregua il mio mortal dolore, poi ch’a vendetta mia sferzar vi miro quegli occhi bei che m’han piagato il core.