Italian poem
Oh come vano, oh come folle e stolto
by Giovan Leone Sempronio (1603–1646)
Oh come vano, oh come folle e stolto è chiunque fra sé tenta e presume l’immutabile suo natio costume negli abissi del cor tener sepolto! Traspar di fuor ciò ch’è di dentro accolto, quasi per chiaro vetro ardente lume; e, quasi in breve e picciolo volume, ciò che dètta il pensier, scritto è nel volto. L’occhio de l’uomo è una finestra aperta, onde si puote ogni suo chiuso affetto ed ogni voglia sua mirar scoperta. Un cenno, un gesto, un movimento, un detto, testimonio assai buon, prova assai certa pòn far altrui di ciò che chiuda il petto.