Italian poem
Sonetto
Qual'armonia dal Ciel fra noi calò, Che l'aere intorno di dolcezza empì? Non mai sì dolce l'Usignol cantò, Cigno non cantò mai dolce così;
Nè si soavemente risuonò Fra gli Elisi d'Orfeo la lira un dì, Quando il Mastin Trifauce addormentò, E al fiero Dite Euridice rapì.
Forse fra' Cieli armonici sarà Concerto tal, se pur è ver, ciò che Dicea quel Savio dell'Antichità:
Ma sia pur quel, che vuol, cagiona in me Tal meraviglia, incanto tal, che fa Per fin dimenticarmi i Giulj tre.