Italian poem
Sonetto
Vaghe colline, ombrose amenità, Canti, e danze di lieta gioventù, Ruscel, che cade d'erta balza in giù, E dolce nel cader strepito fa.
Aura, che lieve sussurrando va, Augel, che spiegha agili i vanni in su, Talor diletto, o Creditor, mi dà, Ma poscia in mente mi ritorni tu.
Tu mi funesti ogni piacere, e un dì Gir non può lungi il mio pensier da te, Sicchè a te non ritorni, onde partì.
E il costante pensier de' Giulj tre Emmisi fatto natural così, Che quasi necessario omai si fe.