Italian poem
Sonetto
Se un natural perpetuo moto egli è Possibil mai, come talun pensò, Altro, che il circolare esser non può, Che col girar sempre ritorna in se.
Quindi, quel che mi danno i Giulj tre, Perenne duol forse soffrir dovrò, Perchè mentre al di fuor spandendo il vo, Con perpetuo girar ritorna a me.
Passa al cor dalla mente, indi si fa Voce, la qual poichè dai labbri uscì Nei sodi opposti corpi a ferir va;
Vien ripercossa indi all'orecchio, e quì Al timpano auditorio impulso dà, E dal cerebro al cor torna così.