Italian poem
Sonetto
Quel, che sì fieramente imperversò, E di gel le nevose Alpi coprì Rigidissimo verno, alfin partì, E più lieto, e ridente April tornò.
Quel, che d'appresso accesi rai vibrò, E sullo stelo i fiori inaridì Cocentissimo Sol, più freschi dì Alfine ai corpi languidi recò.
Non han del Mondo le vicende in se Tenor costante, ed ogni mal quaggiù Lunga pezza durevole non è.
E solo invariabile sei tu, Che a chieder cominciasti i Giulj tre, E sempre duri, e non finisci più.