Italian poem
Sonetto
Propizio il Ciel m'assista, e di lassù Il guardo ognor volga benigno a me: Ma perchè l'Uomo in vita sua non è Dalle sventure esente, e mai nol fu;
Perciò se d'alto mai cadessi giù, E il capo, o il collo mi ferissi, o un piè, Dopo il dolor, che la ferita fe, Poco vi penserei, o nulla più:
Ma benchè il tempo, e l'obbliosa età Cancelli ogni pensier, non già così Tormi il pensier del debito potrà;
Che viva la memoria ognor fin quì Il Creditor me ne mantenne, e va Più volte rinfrescandola ogni dì.