Italian poem
Sonetto
Chiunque a' rai del giorno i lumi aprì, E quest'aura vital spirando va, Tutti non vide andar sereni i dì, Non mai intera godè felicità:
Altri i colpi fierissimi soffrì Di nemica crudele avversità, Altri nel petto un folle amor nudrì, Altri l'empia dell'oro avidità.
Chi per livor, chi per rancor penò, E ciascun in se stesso, o attorno a se Continuamente il proprio mal portò;
Ma il Ciel viepiù, che altrui, nemico a me, Per mia pena maggior, mi consegnò A un crudele esattor di Giulj tre.