Italian poem
Sonetto
L'uso scema il piacer: Cosa non v'ha Così grata, ed amabile così, Che spiacimento non apporti a chi Ne abusa con soverchia assiduità.
Armonica gentil soavità, Che prima l'alma di dolcezza empì, Posciachè lungamente ella s'udì, Più non alletta; nè piacer più dà.
Or qual pena poi sia, se ognor si de' Soffrir cosa, che grata esser non può, E che non ha, se non disgusto in se?
Questo appunto m'avvien, che mai da te Triegua e riposo, o Creditor non ho: Nè di chieder mai cessi i Giulj tre.