Italian poem
Sonetto
Cometa, che pel Ciel cinta sen va Di sanguigno splendor, non mai così La sbigottita Plebe impaurì, Che morbi teme, e guerre, e aridità:
Come sovente palpitar mi fa, Se improviso Colui mi comparì, La cui presenza ognor mi presagì L'ostinazion di mie calamità.
Pur le Comete, o sian Pianeti, o no Hanno il lor corso regolar, tal che La lor comparsa preveder si può;
Ma quella di Colui de' i Giulj tre Disporre in Efemeridi non so, Che spesso avviene, e regolar non è.