Italian poem
Sonetto
Tu crederai, che irato io sia con te, E io t'amo, o Creditor, e ben ti vò, E vorrei, che tu fossi o Duce, o Re, Ed oro avessi, quanto aver si può;
Che generoso allor diresti a me: Bisogno omai del tuo danar non ho; Però goditi pure i Giulj tre, Perchè donazione io te ne fo.
Ma pur ragione ho di temer, che tu Mi seguiresti a tormentar così, Sebbene avessi l'oro del Perù;
Che un gravissimo detto c'istruì, Che chi ha danar, sempre danar vuol più, Ed un'avaro cor mai non s'empì.