Italian poem
Sonetto
Giacchè quest'aere, che spirando vo, M'influisce tristezza, e avversità, E giacchè 'l Creditor, ovunque io sto, Sempre crudele affanno al cor mi dà;
Sicuramente abbandonare io vò Il patrio suolo, e la natìa Città, E a ricercar sotto altro Cielo andrò Quella pace, che il cor quivi non ha.
Ma partir deggio in guisa tal, che più Non sappia il Creditor de' Giulj tre, Ov'io mi sia, e cosa mai ne fu:
Che se lo giunge a discoprir, benchè Ito fossi nell'Indie, o in Calecù, Prende le poste, e se ne vien da me.