Italian poem
Sonetto
O Nisa bella, or che vicin ti sto, Il volto a rimirar, che m'invaghì, Interamente dal mio cor partì La noja, che finor mi tormentò.
D'ogni pensiero io vò spogliarmi, e vò Or or cantarti la canzon, che un dì Già piacque ad Amarillide così, Ch'ella stessa di un serto il crin m'ornò.
E tu, Lesbìn, dammi quel nappo, e giù Versavi quel liquor, che infonde in me Contro il fiero destin forza, e virtù.
O dolce vin, mi scenda in sen da te Piena letizia, arma fatal sii tu Contro il mio Creditor de' Giulj tre.