Italian poem
Sonetto
Senza quella sublime alma virtù, Che ben di raro, e a pochi il Ciel donò, Come levarmi alto potea lassù, Ove sol nobil alma a vol poggiò?
Onde con me de' doni suoi se più Non è prodigo il Ciel, se ali non ho Per innalzarmi a vol: ragion ben fu Che opera ordissi, qual da me si può.
Sì ancor, perchè là corre il Mondo, ov'è Più d'ingegnosa bizzarria, nè fa Semplice, e nuda il ver mostra di se.
Onde sperai, che se altro in se non ha Pregio, ed onor l'Opra de' Giulj tre, Potria forse piacer la novità.