Italian poem
Sonetto
Se là, dove il Pastor recinto fe Di pali, e reti al gregge suo, men vo, E il Can quanto feroce esser mai può, Correr veggio ringhiando in verso me;
Guardo se presso o legno, o sasso v'è, E con tal'arma in man timor non ho, O ver mi cerco in tasca, e il pan gli do, Onde ei si placa, e mi lambisce il piè.
Con te però non si può far così, Che da te priego udito mai non fu, Nè faccia brusca mai t'impaurì.
Cor più ostinato, e inesorabil più Del tuo mai non si vide, e non si udì, Se più docile è un Can, che non sei tu.