Italian poem
Sonetto
Questi, che al vento in van spargendo vo, Canori miei lamenti io lessi un dì A Crisofilo, il qual, poichè gli udì, Ostinato in tal guisa mi parlò:
Non Poesie da te, quattrini vò, Che non mai Poesia la borsa empì: Invece il tempo di sprecar così, Una volta a pagar deh pensa un po'.
Io gli risposi: assai pensier mi diè, E sempre acuta spina al cor mi fu Il debito finor de' Giulj tre.
Son stanco omai, non vò pensarvi più, S'esser pagato vuoi, or tocca a te: Io ci pensai finor, pensaci or tu.