Italian poem
Sonetto
Io, che folle vantava un tempo fa Una specie di Stoica virtù, Per cui quasi insensibile mi fu Ogni sventura, ed ogni avversità;
Ecco per non so qual fatalità Quell'istesso di prima io non so più, Che per un debituzzo è andata giù L'inalterabil mia Stoicità.
Forse invitto Leon talor così, Poichè Pantere, e Tigri, e Orsi atterrò, E vincitor d'ogni battaglia uscì;
Se nell'orecchia poi se gli ficcò Picciol tafano, e il punse, ei s'avvilì, Che trarsi l'importuno indi non può.