Italian poem
Da ricinte prigion di carta avvolta
by Giovanni Canale (1603–1696)
Da ricinte prigion di carta avvolta sprigionata da ardor polve nitrosa, spinta nell’aria ed in faville sciolta, sibila irata e strepita orgogliosa. Di stellucce fugaci appar pomposa col ciel stellante a garreggiar rivolta; reca alla notte oscura, all’ombra ascosa de’ suoi fatui splendor famiglia stolta. D’ardori nell’efimere procelle resta assorta la vista, e mille e mille luci ch’ammira a lei sembrano stelle. Questi focosi rai, queste faville son nulla a par di quelle eterne, e quelle del divino splendor sono scintille.
More by Giovanni Canale
- Adulterare il venerando argento
- Al terminar degli anni eccomi giunto
- Dure balze, aspri colli e selve antiche
- Folle pensier, che la mia mente ingombra
- Godea Lilla in mirare augel dipinto
- In riva del Sebeto in suon latino
- L'uom ch'al volto ha le rughe, al crin la neve
- La tua lingua immortal, ch'offesa offende