Italian poem
L'uom ch'al volto ha le rughe, al crin la neve
by Giovanni Canale (1603–1696)
L’uom ch’al volto ha le rughe, al crin la neve, incurvato dagli anni è reso un gioco; trema nel piè, che ’l passo ha lento e breve, da un legno aitato, e non mai giunge al loco. L’offende lo spirar d’un’aura lieve e nel piú estivo ardore a grado ha il foco; il tacer, il parlar gli è noia greve, poco intende e ’l suo dir è inteso poco. Nel suo freddo vigor l’ira l’accende, ogni lungo piacer l’infastidisce, nulla gli piace e ad ogni cosa attende. Quando piú sano appare, allor languisce; mentre schivo a se stesso e altrui si rende, fra miserie la vita egli finisce.