Italian poem
CCXLIII (D. Ciccio, sempre mal considerato…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
D. Ciccio, sempre mal considerato, Sprezzando il Pitagorico divieto La dove dice: A fabis abstineto, Stè fermo in voler esser ballottato; Ma lettasi la Supplica in Senato, A cui chiedea, conforme è consueto, Le rota Criminal, n’uscì decreto, Che l’escludea dai posto addomandato. Fallitagli cosi l’opinione, Ch’avea di sé, più d’uno il biasimava D’essersi esposto alla ballottazione; Io non di meno a chi me ne parlava Ero solito a dir che ogni C..... Naturalmente và sotto la fava.
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