Italian poem
LVI (VAnni, il nostro D. Ciccio una…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
VAnni, il nostro D. Ciccio una mattina, Ch’era fermato in casa per la pioggia, Si mise a passeggiar su quella loggia, Che va dal caposcala a la cucina. Ben sai, ch’ella non ha muro in calcina; Ma ch’è tutta di legno, e che s’appoggia Su certi travi accommodati a foggia Di balestron, che fan temer ruina. Or nell’andarvi sù, ruppesi un’asse, Ed ei che non avea dove attaccarsi, Fu di necessità che traboccasse. Io ’l vidi, e dubitai, che li spallasse. Poi dissi: Omai non potrà più negarsi, Che pur tal volta un Asino volasse.