Italian poem
XLIV (D. Ciccio, e non si sà…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
D. Ciccio, e non si sà per qual cagione, Ha dato in una gran malinconìa; Onde sempre sta sol, ne più, qual pria, Si vede a praticar tra le persone; Anzi a termine tal d’alterazione E’ giunta la sua fissa ippocondria, Che nè pure a veder chi va per via, S’affaccia più sul solito balcone. Ma come con politica maestra Per più di stima i Re de’ Turchi usoro Sempre alla solitudine silvestra, Così pure i C .... per più decoro, Senza nè pur mai farsì a la finestra, Stan ritirati sempre in casa loro.