Italian poem
XLII (QUand’jer vi furon dati a nome…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
QUand’jer vi furon dati a nome mio I soliti Melloni avesti il torto A dolervi di me, dicendo, ch’io Con naso poco accorto, Anzi privo di senno, e di consiglio Quasi sempre li piglio Di mala qualità; Ma certo ognun dirà Col ben considerar le mie ragioni, Ch’appunto quai dovevo io gli ho provvisti, Perchè: Come potea pigliarli buoni Un, che fa l’arte di pigliare i Tristi?