Italian poem
Carlo, quando a ritirar s'accinse Apelle
by Giovanni Mario Crescimbeni (1663–1728)
Carlo, quando a ritrar s’accinse Apelle Del terzo Ciel la finta Dea profana, Tolse il Bel da ogni Bella, e nuova e strana Ordì beltà di queste forme e quelle. Ma tu la vera Bella infra le belle Pingendo, unica in Ciel Diva e Sovrana, Con mirabil potenza e sovrumana Gisti il Bello a rapir sovra le stelle, Quindi la Greca fragil opra impura Mancò nella sua breve aura vitale Ratto così, che appena il nome or dura. Ma poichè a Nulla di terreno e frale Tu t’attenesti, in ogni età futura Vivrà la tua celeste opra immortale.