Italian poem
I semi
L’alba sul monte e l’ombra nella valle. I vermi chiusi ne’ ben fatti avelli, piccole mummie, rinascean farfalle.
Le spose uscian da’ bozzoli più belli, candide e gravi. Col frullar dell’ale movean ver loro i brevi maschi snelli.
La savia madre il letto nuzïale bianco lor tese. Ognuno andava in traccia d’una compagna all’opera immortale.
E venne Rosa dalle bianche braccia nella stanzetta del fecondo rito. Recava in grembo i bei rotelli e l’accia.
Rosa ristiè vedendo già fiorito di semi d’oro, tanti semi, il panno. Pensava: Allora avrò l’anello al dito,
non ci sarò, quando rinasceranno...
Sentiva tonfi e scrosci come pioggia che sferzi i vetri. Il primo fior del grano scotean laggiù nella sonante loggia.
Prendeva il babbo una mannella in mano e la battea, voltandola, più volte, forte e con garbo, sur un banco piano.
Secche, bell’aspre, già per prime colte, eran le spighe, e con tre colpi a sesto davano fuori il grano lor, disciolte.
Pioveano i chicchi. A Rosa vie più mesto si fece il cuore. Ah! che il desio rimane addietro, spesso, e il tempo va più lesto!
Capì la madre che pensava al pane delle sue nozze, pallida e sgomenta; e disse, volti gli occhi in là: “Stamane
scuotono il grano, ma della sementa... „
E nelle braccia si trovò piangente l’una dell’altra. “Oh! quello che più costa figlia, è la gioia: oh! non si dà per niente!„
“Se ho fatto male, non l’ho fatto apposta! Lascia ch’io resti qui con te, ch’io stia in un cantuccio, ma con te, nascosta...
Non mi mandare, o dolce madre, via!... „