Versos Italian Giovanni Prati Abbandono

Italian poem

Abbandono

by (1814–1884)

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L’infida! ella s’è tolta da le mie quattro mura, perché la voce ho dura, perché arruffato ho il crin, perché rissai talvolta co’ miei diversi affanni, perché inadorni ho i panni, perché son vecchio alfin. Negli eleganti crocchi spesso l’infida io miro la celia ed il sospiro fra i giovani alternar; e mi si turban gli occhi, e al cor la man mi reco, quand’ella scherza, o meco si pone a favellar. Ricordo il primo riso, che su’ miei labbri è spento: il primo ciel rammento or che piú mia non è; e, a lei da canto assiso, vorrei baciarla in volto; ma, a non sembrarle stolto, di lá rimovo il piè. Però fuggiasco e solo mi segue in sul cammino un alito divino de la sua chioma in fior. Mi corron dietro a volo le melodie d’un giorno, e con que’ sogni intorno sento l’antico amor. Deh! non m’olTrir la mano deh! non chiamarmi a nome io le tue dolci chiome non bacerò mai piú. Lasciami andar lontano, cenere e gel son io: addio, per sempre addio, mia bella Gioventú.