Versos Italian Giovanni Prati In morte della fanciullina Lidia Vaglienti

Italian poem

In morte della fanciullina Lidia Vaglienti

by (1814–1884)

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La tua bambola vezzosa, che giornate ebbe sí corte, sai tu, madre, ov’ella posa fuor del secolo infedel?

Non in braccio della morte, non sul letto della tomba: la tua piccola colomba, guarda, o madre, è lá nel ciel.

Lá nel ciel, che ti sorride, del tuo pianto afflitta appena; lá nel ciel, che si divide cogli arcangeli e con te:

dove l’aria è tutta piena d’armonie, di gioia immensa: dove al mondo ancor si pensa, ma ove noto il duol non è.

Cessa, o madre, il tuo lamento. Ella uscí da un tristo nido, ove il riso è d’un momento, poca e mesta la virtú.

Non cercarne il dolce grido nella vedova tua stanza: solo in larve di speranza rivederla ancor puoi tu.

Quando i fior, giocondi figli nasceran di primavera, tu ornerai di rose e gigli il suo freddo letticciuol;

e dagli astri a te leggiera volerá la tua bambina, o coll’aura pellegrina, o confusa a’ rai del sol.

E una notte, sulla cuna lacrimata e solitaria, quando al lume della luna imperlando il ciel si va,

tu vedrai calar per l’aria la tua Lidia ancor piú bella; e il suo labro una novella d’allegrezza a te dará.

— Apri gli occhi! È sceso meco il tuo premio, o madre amante! Io quest’angelo ti reco, cui sorella Iddio mi fe’.

Ti dimentica un istante i miei ceri e la mia bara: fagli festa, o madre cara, come in ciel la fanno a me. —

Tu, di giubilo rapita, cosí fuor del mortal uso, sentirai d’un’altra vita l’ebre viscere tremar;

e del gaudio in te mal chiuso suonerá l’allegro tetto, come al giorno benedetto delle nozze e dell’altar.