Italian poem
Infortunio sopraggiunto
by Giovanni Prati (1814–1884)
Ventiquattr’anni avea quella gentile, e ne’ begli occhi e negli allegri panni fu mia la dolce violetta umíle, nelle allegrezze mia, mia negli affanni; ma una súbita errò fiamma sottile sull’egro viso, e furon certi i danni. Aimè! le zolle del fiorente aprile rompersi e seppellir ventiquattr’anni! Aimè! in quell’ora i guardi e le improvvise gioie, e i dubbi e i silenzi, e la fuggita speranza, e allor quel resoluto e forte addio dell’alme, che un sol giorno assise festeggiano al banchetto della vita... e di fuori picchiar senton la morte!