Versos Italian Giovanni Prati Nessuno

Italian poem

Nessuno

by (1814–1884)

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Saxa per et syrtis vafrum comitemur Ulyxen, si sapimus . Io son Nessuno. E, come il gran meonio scrisse che un di su l’Etna Ulisse giuocò l’ambiguo nome, di vero greco a modo, celando il tizzo e il frodo, e ad Itaca ventosa poi veleggiò col sole, dove sonar le spole fea la guardinga sposa, mentre dall’arco enorme cadeano i proci a torme; io son Nessuno. E al mondo pien di funesta gente il frodo e il tizzo ardente, sagace anch’io, nascondo, se me il ciclopo incalza per la titania balza. Io son Nessuno. E spero, fuor dell’azzurro infido, legar le funi al lido, come l’argéo nocchiero, e ritrovar Talia, soletta al naspo e mia. Piacevole Camena, movi le spole e canta. In Itaca si vanta la sanguinosa cena; ma non piú teso a bruno e l’atrio di Nessuno. Tu canta: o l’odissea de’ nostri regni ascolta, né ti turbar. Sepolta non è la forza achea, se resta il dorio altare, i campi d’ilio e il inare