Italian poem
Ninive
by Giovanni Prati (1814–1884)
Il vaticinio dei quaranta soli esce dal labro al pallido profeta; e frusti enormi d’alabastro e creta son della eversa Ninive le moli. E or qui sui vespri, come Iddio decreta, aprono le trecento aquile i voli; e, se non gemi, di che gemer suoli, a veder tanta gloria e tanta piòta? I magi e i re della cittá diversa sparvero; e in pugno poca polve io stringo: sogno l’arpe dell’Asia, e non le sento. Tutto un mondo peri: solo attraversa le rosse lande l’arabo ramingo, e sparge l’inno della morte al vento.