Italian poem
Notte
by Giovanni Prati (1814–1884)
Calan da Olimpo le grandi ombre; è spento il color delle cose in questa landa; senza profumo il fior, senz’ala il vento; sol per tetti le strigi escono a randa. O Notte, o del mio nido ospite blanda, con che soave voluttá ti sento; e, levato un sorriso a chi ti manda, nelle dive tue braccia i’ m’addormento! O fantastica Notte, o Notte, madre delle tristi parvenze e delle care, teco nel tuo profondo aere m’invola! E ameni spettri e fantasie leggiadre semina nel mio cor. Molte ed amare compagne tue compenserai tu sola.