Italian poem
Una serata d'inverno
by Giovanni Prati (1814–1884)
Dovunque io mova sospirando gli occhi, spopolata è la terra e l’aer greve. Stridemi il passo infido. E a larghi fiocchi casca la neve.
Quanta bellezza sotto lei si perde di musiche, di raggi e di colori! Ahi! come langue sulla terra il verde, languono i cuori.
Fuggito è dalle labbra il dolce riso; si volgon l’ore desolate e corte; pallido e senza lume è il paradiso, come la morte.
Io, qui raccolto in solitaria cella, al crepitar di quattro tizzi ardenti, io penso i giorni dell’etá piú bella gioiti e spenti.
E dalla ricordante anima oppressa sale il pianto negli occhi a poco a poco, sin che tutto è silenzio, e anch’egli cessa d’ardere, il foco.
Oh! torni a noi la primavera e il sole, la stagion dei sorrisi e della gioia: coronati di rose e di viole almen si muoia.