Italian poem
Un'effigie di Van Dick
by Giovanni Prati (1814–1884)
Perché mi guati cosí mesto in viso dalla muta parete ove ti stai? Che mi rivela quell’acerbo riso? O fiammingo pittor, parla, che hai? Ah! ben so che vuoi dirmi: — Al paradiso gentil dell’arte non s’arriva mai senza aver gli occhi consumati, e anciso ogni bel verde ai di ridenti e gai. Merta poi tanto la leggiadra amica, perché debba varcar l'uom, che in lei crede, questo deserto senza coglier fiore? — Cosí, ridendo, a me par che tu dica. I’ non cangio però spirto né fede; ma quel tuo riso mi spaventa il core!