Italian poem
Invidia rea di mille insanie accesa
by Giulio Bussi (1646–1714)
Invidia rea di mille insanie accesa, Veggio i tuoi lampi, anzi che i tuoni ascolto, Ma non fia già, che sbigottito in volto Io de’ fulmini tuoi tema l’offesa. Qual folgore, che a rupe alta, e scoscesa Squarciando il sen scopre un tesoro accolto Tale, se il tuo livor barbaro, e stolto Lacera altrui, le altrui virtù palesa: S’oltraggiare i migliori è tuo talento, Mentre oggetto d’invidia esser degg’io Superbo andrò dell’ira tua contento. E per rendere eterno il nome mio, Nell’aringo d’onore, a gloria intento, Invidia, altri ti teme, io ti desìo.
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