Italian poem
Qual mi destano in petto alto stupore
by Giulio Bussi (1646–1714)
Qual mi destano in petto alto stupore Queste, che gran pennello in tele avviva, La romana Lucrezia, Elena argiva, L’una d’amor trofeo, l’altra di onore! Quella, perchè la colpa ebbe in orrore, De Regi suoi l’augusta Patria ha priva; Questa, perchè gradì d’esser lasciva, Fè la famosa Troia esca d’ardore. Oh scherzo di destin troppo spietato! La potenza di Priamo allor fu doma Sol da ciò che ai Tarquini avria giovato. Tebro, avriano i tuoi Re serto alla chioma, Santo, vivrebbe ancor Troia, se ’l fato Dava Lucrezia a Sparta, Elena a Roma.
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