Italian poem
Picciola instabil macchia, ecco, vivente
by Giuseppe Artale (1628–1679)
Picciola instabil macchia, ecco, vivente in sen d’argento alimentare e grato, e posa ove il Sol fisso è geminato breve un’ombra palpabile e pungente. Lieve d’ebeno star fèra mordente fra nevosi sentier veggio in agguato, e un antipodo nero abbrevïato d’un picciol mondo e quasi niente un ente. Pulce, volatil neo d’almo candore, che indivisibil corpo hai per ischermo, fatto etiopo un atomo d’amore; tu sei di questo cor lasso ed infermo per far prolisso il duol, lungo il languore, de’ perïodi miei punto non fermo.
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- S'io non scioglio la lingua in quelle voci