Italian poem
S'io non scioglio la lingua in quelle voci
by Giuseppe Artale (1628–1679)
S’io non scioglio la lingua in quelle voci che sposarsi col suon sanno ai concenti, stupor non fia, ché in marzïali eventi da le trombe imparai fremiti atroci. Sí, le mie lire fûr l’ire feroci e i miei stromenti i bellici stormenti, dove non caducei, ma in tuoni ardenti presi de’ brandi ad impugnar le croci. Quinci carmi io non so, perché mi fûro, di Pindo in vece, aspre campagne offerte, e fu mio Febo insanguinato Arturo. Né cantar qui poss’io, ché in guerre incerte accoppiar non potei sott’astro oscuro le belle chiuse e le ferite aperte!
More by Giuseppe Artale
- Picciola instabil macchia, ecco, vivente
- Punto di più d'un ferro e semimorto
- Questo che morto ancora il ciel disfida
- Qui sagace l'ingegno e 'l saldo amore
- Sparsi sangue ed inchiostro, e in ciel straniero
- Stupisco!... Un fior chi 'l pinge? e come è nato
- Tu ch'hai ne l'alba tua sera immatura
- Tu che pria d'esser nato eri già morto